"Aiutatemi a ridare la vita a mio figlio Gianni"


Salve, mi chiamo Pasqualina Guglielmo, ho 51 anni e vorrei raccontare la mia storia, ho perso mio padre all’età di 11 anni (lui ne aveva solo 38) e da allora la mia vita è cambiata. Il dolore le responsabilità mi hanno fatto crescere in fretta. Il tempo ha fatto subentrare una sorta di rassegnazione. A 20 anni mi sono sposata e ho avuto 3 bellissimi bambini: Adriana che ora ha 30 anni, Gianni e Antonella (gemelli) ne hanno 28. Sembrava che tutto procedesse per il meglio, con problemi comuni a tutte le famiglie, ma superabili, invece il 09 dicembre 2006 la mia vita è precipitata in un tunnel senza uscita. Mio figlio Gianni si sente male, ricordo ancora la telefonata di mia nuora, il trasporto di mio figlio all’ospedale di Martina dove fecero una tac al cranio e videro una massa, quindi il trasporto all’ospedale di Taranto. Qui ci dissero subito che era una neoplasia al cervello, che dovevano intervenire d’urgenza, che era pericoloso trasportarlo altrove. In tutti noi una domanda: cosa facciamo????????????? Era il periodo di Natale non riuscivamo a contattare nessuno, avevamo paura. Ho un rimorso: non averlo detto a mio figlio! Non volevo che avesse paura, che entrasse in sala operatoria consapevole del terribile male che lo affliggeva. Mio figlio era militare ed era in ferie, doveva rientrare giorno 31 ed era di guardia. Mi chiedeva: mamma per giorno 31 potrò tornare a lavoro? Io con la morte nel cuore, ma con il sorriso sulle labbra lo rassicuravo. Vi chiedo: ho sbagliato? Questa domanda mi tormenta: dovevo dirglielo? Il 12 dicembre 2006 entra in sala operatoria ed è da allora che non ascolto la voce di mio figlio e il dolore che provo mi dilania il cuore. Vivo pregando di avere un miracolo: che mio figlio guarisca. Mio figlio è in coma vigile o stato di minima coscienza è tracheostomizzato si nutre tramite peg. Lo abbiamo fatto visitare da molti specialisti, ma la risposta è sempre la stessa, mio figlio potrebbe restare così per tutta la vita. Ora abbiamo una speranza si chiama: OSSIGENOTERAPIA, in Florida presso l’OCEAN HYPERBARIC NEUROLOGIC CENTER. Sono volata subito negli USA con mia figlia Antonella a parlare con i dottori e a visitare il Centro e finalmente una luce in fondo al tunnel, mio figlio potrebbe riprendersi, ho parlato con i genitori degli altri pazienti (tutti italiani) e mi hanno detto i miglioramenti dei loro cari, quindi anch’io vorrei portare mio figlio in Florida, ma le difficoltà sono tante: i costi della terapia, il volo umanitario (mio figlio ha bisogno di un aereo attrezzato per il trasporto con medici e tutto ciò che occorre per ogni evenienza). Da sola non posso farcela, vi chiedo AIUTO. Vorrei essere invitata in qualche trasmissione per lanciare un appello al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica, vorrei riuscire a contattare la squadra del cuore di mio figlio l’INTER. Insomma vi PREGO di invitarmi alla RAI, a Canale 5, a Rete 4, ovunque voi riterrete più opportuno, ma vi PREGO aiutatemi a ridare una vita a mio figlio, fate in modo che possa riabbracciare sua moglie Alessandra una ragazza di soli 26 anni che da quando mio figlio è in coma, malgrado la sua giovane età, non lo ha lasciato un attimo, curandolo con amore e dedizione. La sua bambina Nicol di soli 5 anni, ne aveva solo 3 quando il padre si operò e da allora chiede: quando guarirà papà? Aiutatemi sono una mamma Disperata che elemosina aiuto per suo figlio e sono disposta a tutto anche a vendermi un rene se non riuscirò in altro modo a procurare ciò che serve per portare mio figlio in Florida.
Pasqualina Guglielmo

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